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Red Mirror: il futuro si scrive in Cina

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Alessia Paolillo – Roma

La Cina rimane un territorio inesplorato e sconosciuto ai più, nonostante la sempre maggiore presenza del Paese sullo scacchiere internazionale e il vivido dibattito che la sta interessando. Il fatto che se ne parli, se ne discuta, anche diffusamente, non è infatti diretto sintomo della conoscenza e consapevolezza delle caratteristiche, della storia e delle prospettive future che la riguardano. Simone Pieranni, invece, riesce in tutto questo.

Con l’abilità di penna che lo contraddistingue, sia come giornalista per “Il Manifesto” che come autore di volumi precedenti quali “Il sogno cinese” (2013) o “Cina globale” (2017), Pieranni conduce il lettore in un viaggio verso un futuro scritto in Cina. Attraverso l’utilizzo dell’espediente letterario della narrazione autobiografica, l’autore ci accompagna alla scoperta di un futuro che si sta già costruendo nel presente e che in molti casi già ci si sta proponendo. Ogni capitolo è corredato da un aneddoto personale che aiuta nell’immedesimazione e nella percezione di star affiancando Pieranni nel tragitto lungo la Innoway o negli uffici della Terminus.

Sembra di essere lì con lui quando descrive l’utilizzo e la ormai imprescindibile necessità di WeChat, così come dei vari incontri che conduce per Pechino. Ed è proprio grazie alla spontanea e vivida condivisione di pezzi di vita vissuta che questo saggio fa il salto di qualità riuscendo a proporre argomenti complessi e sconosciuti, relativi ad un Paese ancora più sconosciuto, con il garbo e la semplicità, mai superficiale, di chi certi eventi li ha davvero vissuti.

Il saggio tascabile sembra davvero essere fatto a misura d’uomo (occidentale) che scopre lentamente, passeggiando nel futuro, quella parte di mondo che credeva di conoscere, ma di cui in realtà ha solo una vaga, e spesso viziata, percezione.

Il titolo del saggio è già un evidente rimando al titolo della nota serie televisiva “Black Mirror” che dipinge un futuro distopico frutto delle scelte della contemporaneità. È “red” perché sono vicende che riguardano la Cina contemporanea e, soprattutto futura, ma è “mirror” anche perché, come spiegava sagacemente durante una diretta Instagram la collega del podcast “Risciò” Giada Messetti, è anche il riflesso di molte situazioni simili già presenti in occidente o a cui l’occidente guarda con vivo interesse.

Il libro si articola in 5 capitoli, e tocca tutti i nodi cruciali e salienti dell’avanzata tecnologica cinese e dei progressi e dei successi cibernetici che la Cina può annoverare. Si passa così dalla nuova Silicon Valley cinese alle Smart Cities, per poi affrontare il tema dei Crediti Sociali e dei computer quantici. L’apertura dei capitoli con frasi in esergo di famosi scrittori di fantascienza cinesi, tratte spesso da interviste rilasciate allo stesso autore, conferisce al volume la più completa originalità.

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Questa è visibile non solo nei temi trattati, ma anche nella ricerca e nell’analisi proposte che sono evidente frutto di lavoro “toccato con mano” e non di un’operazione compilativa come spesso può accadere di ritrovare nei saggi. Questo libro segna i chilometri percorsi, le parole scambiate e tutte le ore e i minuti e i secondi trascorsi ad approfondire ogni argomento trattato. Altrettanto lodevole è l’utilizzo di rimandi a famose serie televisive come “Black Mirror” o “Mad Men”, permettendo al lettore di carpire ancora meglio la nuova mole di informazioni ricevute e che in certi casi possono lasciare incredibilmente esterrefatti.

Sapiente la scelta di riportare progetti già esistenti e presenti in Italia, paese d’origine dell’autore, e di tutti i progetti che la Cina ha intrapreso e sta intraprendendo con quest’ultima. Altrettanto sapiente l’uso e la misura delle parole, che sfidano i più grandi luoghi comuni occidentali e tutti quei falsi miti che aleggiano intorno all’Impero Celeste.

La profonda consapevolezza e la ormai incorporata conoscenza di Pieranni della Cina permettono di leggere e comprendere spesso e volentieri da dove derivino certe innovazioni cinesi, quali siano i loro punti di forza, così come i loro limiti.

La scorrevolezza del testo è tale da produrne una piacevole lettura, anche in breve tempo, sia per i non-addetti-ai-lavori sia per tutti coloro i quali siano interessati a conoscere un Paese così lontano come la Cina. Tutti quelli, invece, che abbiano già avuto modo di “mettere le mani in pasta” nella grande e variegata complessità del Paese, sapranno sicuramente apprezzare i nuovi spunti di riflessione e temi differenti dal solito che non faranno altro che arricchirne la già acquisita conoscenza.

“Il nostro futuro si scrive in Cina” e Pieranni ne ha anticipato delle porzioni scrivendole per noi.

Simone Pieranni

Red Mirror

Editori Laterza, Roma, 2020